Come le elezioni anticipate in Giappone impattano sulle criptovalute

Home / Crypto Blog / Come le elezioni anticipate in Giappone impattano sulle criptovalute

Indice dei Contenuti

In carica da appena tre mesi, la premier Sanae Takaichi è pronta ad annunciare elezioni anticipate in Giappone per il rinnovo dei 465 seggi alla Camera. La decisione dovrebbe essere formalizzata entro questo mercoledì, secondo quanto trapelato alla stampa. La Borsa di Tokyo, complici le tensioni tra USA e UE sui dazi relativi alla Groenlandia, ha chiuso la prima seduta della settimana in calo dello 0,65%. Al contrario, i rendimenti dei bond governativi sono saliti ulteriormente. Il trentennale offre il 3,60%, livello record nella storia nipponica. Il decennale al 2,26% non era stato così generoso sin dal lontano 1998. Da notare che la stessa scadenza a 2 anni rende l’1,22%, quasi mezzo punto percentuale sopra l’attuale livello dei tassi di interesse fissato dalla Banca del Giappone.

Rendimento a 30 anni del Giappone

Le elezioni in Giappone pesano sui mercati

L’indiscrezione sulle elezioni anticipate in Giappone è dirompente per i mercati finanziari internazionali e può pesare anche sulle criptovalute. Vediamo perché passo dopo passo. La causa dello scioglimento si deve alla volontà di Takaichi, che solamente qualche giorno fa ha ricevuto la visita della premier italiana Giorgia Meloni, di capitalizzare l’enorme consenso di cui attualmente gode tra i cittadini per cercare di rafforzare la maggioranza che sostiene il suo governo. Il Partito Liberal Democratico ha perso la maggioranza assoluta dei seggi per la prima volta dagli anni Cinquanta sia alla Camera che al Senato tra l’ottobre del 2024 e il luglio scorso.

Maxi-stimoli fiscali con Takaichi

La prima donna premier nella storia del Sol Levante è stata costretta a negoziare un accordo con il Partito dell’innovazione giapponese dopo che Komei si era ritirato dallo storico accordo di coalizione. In Parlamento, l’esecutivo si regge su una manciata di voti e Takaichi ha un progetto ambizioso per risollevare l’economia del Giappone. Ha già varato un bilancio da 21.300 miliardi di yen (circa 115 miliardi di euro) di stimoli fiscali, innescando un’accelerazione dei rendimenti sovrani sulla prospettiva di ulteriori debiti. Ricordiamo che questi valgono già il 250% del PIL. Da quando è stata nominata leader del suo partito e a sorpresa alle elezioni primarie, lo yen ha perso il 6% contro il dollaro. In teoria, i rendimenti in rialzo avrebbero dovuto rafforzarli grazie al rimpatrio dei capitali.

Timori sull’inflazione

Come e perché le elezioni anticipate in Giappone impatteranno sui mercati finanziari? L’obiettivo della premier consiste nel rafforzare la maggioranza per potenziare gli stimoli fiscali. In pratica, Tokyo si preparerebbe a fare ancora più debiti di quanti ne abbia. Ecco spiegata la ragione della salita dei rendimenti ai massimi storici o da diversi decenni a questa parte. Non solo, questa politica fiscale espansiva si presume che terrà alta l’inflazione, ancora al 2,9% a novembre, ben sopra l’obiettivo ufficiale del 2%. Come? Stimolando investimenti e consumi. Allo stesso tempo – questo il timore principale – la Banca del Giappone non avrebbe mani del tutto libere per contrastare il carovita alzando i tassi. Takaichi è contraria, infatti, alla stretta monetaria. E’ stata la pupilla dell’ex premier Shinzo Abe, il quale diede vita a una politica economica nel decennio passato nota come “Abenomics”. L’uomo, dimessosi nel 2020, rimase ucciso in un attentato nel 2022.

Inflazione in Giappone

Debiti meno sostenibili?

Il boom dei rendimenti giapponesi rischia di innescare una spirale simile nel resto del pianeta, dove già si diffondono timori circa la sostenibilità dei debiti futuri, attesi in aumento tra spese militari in deficit in Europa, stimoli fiscali in Cina e bilancio fuori controllo negli USA. I rendimenti alti sono nemici sia delle borse che delle criptovalute. Infatti, accrescono la pressione sugli asset alternativi sprovvisti di cedole (Bitcoin e altri token) e/o più rischiosi (azioni). Dunque, l’impatto a breve termine sul mercato crypto sarebbe tendenzialmente negativo per quanto detto. Il discorso cambia per il medio e lungo periodo. Il Giappone è la quarta economia mondiale dopo USA, Cina e India e sostanzialmente alla pari con la Germania. Non sta passando inosservato che si stia buttando sulla spesa pubblica per cercare di rianimare la propria economia, anziché puntare sulle riforme strutturali.

Criptovalute alternativa ad asset tradizionali nel medio-lungo periodo

Tokyo ha problemi molto simili alla gran parte delle economie avanzate, tra cui l’Italia: bassa crescita e calo demografico tra i principali. Finora è stata capace di garantire per la sostenibilità del suo immenso debito, grazie al fatto che sia per il 90% in mano agli stessi giapponesi. E più della metà lo possiede la sua banca centrale. Vanta, inoltre, una enorme posizione finanziaria attiva con il resto del mondo, segnalando di possedere capitali a sufficienza per coprire le sue emissioni all’occorrenza. Il boom dei rendimenti può stravolgere la situazione, rimpatriando i capitali e facendo venire meno all’estero, specialmente negli USA la domanda di titoli azionari e generando un forte apprezzamento del cambio ai danni del dollaro. Ciò porterebbe alla chiusura veloce di posizioni aperte con il carry trade e che sono stimate in 20.000 miliardi di dollari.

Una cosa è stata in questi anni rinnovare il debito in scadenza a rendimenti nulli o negativi, un’altra farlo al 2-3-3,50% o anche più. C’è il rischio di una crisi fiscale che destabilizzi una delle più grandi economie avanzate del pianeta. In questo scenario, le criptovalute possono ritrovare quell’appeal perso negli ultimi mesi. Investire in Bitcoin, stablecoin e altri token digitali può diventare una risposta perfettamente razionale per sfuggire alla volatilità degli asset tradizionali e alle altissime quotazioni di oro e argento, beni rifugio per eccellenza.

Elezioni in Giappone possibile spartiacque per i mercati finanziari

Le nuove elezioni in Giappone si terrebbero già l’8 febbraio ed è molto probabile che la premier ottenga un risultato a sé favorevole. Una maggioranza rafforzata, magari assoluta alla Camera, renderebbe più facile il varo di ulteriori stimoli fiscali, suscitando preoccupazioni e aspettative tra gli investitori. Il Nikkei-225 proseguire la sua corsa verso nuovi massimi, mentre i bond cadrebbero sul tratto medio-lungo della curva, non controllabile direttamente dalla banca centrale. Il governatore Kazuo Ueda potrebbe tenere i tassi invariati allo 0,75% attuale su pressione del nuovo governo, favorendo il surriscaldamento dell’inflazione attesa. Infine, le posizioni militariste e anti-cinesi di Takaichi, che è arrivata a minacciare la Cina se osasse invadere l’isola di Taiwan, potrebbero accentuare le tensioni in Asia, sostenendo la domanda di asset decentralizzati e non manipolabili come le criptovalute.

 

Altri articoli che potrebbero interessarti

La geopolitica depone subito a favore di un'annata promettente per le criptovalute in questo primo scorcio del 2026. Pesano Trump, Venezuela e Iran....

Crypto 2026: la tecnologia blockchain nel 2026, ovvero lo “stato dell’arte” della decentralizzazione finanziaria nelle prospettive di questo nuovo anno all’insegna dell’innovazione e della tecnologia. L’alba del 2026 segna infatti...

Bitcoin e oro: un decennio di indiscussi successi tra asset fisico e versione digitale e decentralizzata… In un’epoca di trasformazioni economiche senza precedenti, il 2026 si sta delineando come l’anno...

© All rights reserved. Cryptosmart Spa / P.I. 03775010543 / Numero REA PG – 350225   Modifica preferenze cookie

© All rights reserved. Cryptosmart Spa / P.I. 03775010543 / Numero REA PG – 350225   Modifica preferenze cookie