Arbitraggio crypto: metodi, rischi e opportunità di trading tra mercato e mercato, sfruttando le minime variazioni di prezzo.
L’arbitraggio con le criptovalute è una strategia di trading che sfrutta le differenze di prezzo di un asset digitale tra diversi mercati o piattaforme di scambio (exchange). Con l’espansione del mercato delle criptovalute, questa tecnica è diventata sempre più popolare tra i trader, sia principianti che esperti,in virtù della volatilità e alla frammentazione dei prezzi che caratterizzano questo settore: una caratteristica che a grandi linee comporta delle problematiche, ma che appunto, se utilizzata intelligentemente, può essere addirittura un vantaggio.
Tuttavia, nonostante le opportunità di profitto, l’arbitraggio comporta indubbiamente anche rischi significativi, e richiede grande consapevolezza operativa, esperienza e una buona preparazione di base.
In questo articolo esploreremo la tematica concentrandoci su punti fondamentali: cos’è l’arbitraggio, quali sono le principali strategie per metterlo in pratica e in cosa consistono i rischi da considerare ed evitare.
Arbitraggio crypto: definizione operativa
L’arbitraggio è un concetto economico in realtà piuttosto intuitivo e tradizionale, che consiste nell’acquistare un bene a un prezzo più basso in un mercato e venderlo a un prezzo più alto in un altro mercato, sfruttando le inefficienze di prezzo o le relative discrepanze che possono manifestarsi istantaneamente.
A differenza del normale trading, che somiglia molto di più a un vero e proprio commercio che si svolge all’interno di un unico mercato su tempi tendenzialmente distanziati, anche se di poco (comprare quando il prezzo è basso, attendere e vendere quando il prezzo evidenzia un margine rilevante nel suo innalzamento), l’arbitraggio agisce sulla base di condizioni che possono verificarsi anche istantaneamente e puntualmente.
Nel contesto delle criptovalute possono infatti determinarsi delle “inefficienz”” derivanti dalla natura decentralizzata del mercato: non esiste cioè un’unica borsa centralizzata che determina il prezzo di Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH) o altre monete digitali. Ogni exchange di fatto opera come mercato a sé stante, in modo indipendente, e fattori come la domanda locale, la liquidità, le commissioni e i tempi di transazione possono creare discrepanze nei prezzi tra exchange ed exchange.
Ovviamente non stiamo parlando di differenze radicali. Ragionando per pura comodità in euro, se Bitcoin è quotato a 80.000 euro nell’exchange A è praticamente impossibile che la sua quotazione sia di 60.000 euro in B e 100.000 euro in C. Tuttavia possono evidenziarsi minime differenze che, se applicati a volumetrie rilevanti, porgono l’opportunità di margini istantanei in grado di raggiungere svariate migliaia di euro.
Tipologie di arbitraggio
Esistono diverse strategie di arbitraggio applicabili al mercato delle criptovalute. Vediamole nel dettaglio:
Arbitraggio spaziale
Questa è la forma più semplice e consiste nello sfruttare le differenze di prezzo tra due exchange diversi. Il trader acquista la criptovaluta su una piattaforma dove il prezzo è più basso e la vende su un’altra dove è più alto. Tuttavia, per eseguire questa strategia con successo, è necessario trasferire rapidamente i fondi tra gli exchange, il che può essere rallentato dai tempi di elaborazione delle blockchain o dalle commissioni di prelievo. In altre parole, la natura intrinsecamente “istantanea” di questa strategia chiama a sé la necessità di essere altrettanto rapidi nel concludere la doppia transazione.
Arbitraggio triangolare
Questa strategia è più articolata e si svolge all’interno di un singolo exchange, sfruttando le discrepanze di prezzo tra tre diverse coppie di trading. Ad esempio, supponiamo che su CEX1 un trader parta con 1 BTC, lo converta in ETH, poi converta ETH in USDT e infine torni a BTC, ottenendo un profitto se i tassi di cambio tra le coppie sono favorevoli. L’arbitraggio triangolare richiede calcoli rapidi e una buona comprensione delle dinamiche di mercato.
Arbitraggio statistico
Questa è una strategia ancora più avanzata che utilizza modelli matematici e algoritmi per identificare opportunità di arbitraggio basate su dati storici e tendenze di mercato. Spesso richiede l’uso di software di trading automatico (bot) per eseguire le operazioni in tempo reale, dato che le opportunità possono durare solo pochi secondi.
Arbitraggio di latenza
Questa tecnica sfrutta i ritardi nei sistemi di aggiornamento dei prezzi tra exchange. Ad esempio, se un exchange più piccolo impiega qualche secondo in più per riflettere un movimento di prezzo rispetto a uno più grande, un trader può approfittarne. Tuttavia, questa strategia richiede connessioni internet estremamente veloci e una vicinanza fisica ai server degli exchange.
Come iniziare: passaggi pratici
Per fare arbitraggio con le criptovalute, è necessario seguire alcuni passaggi fondamentali.
Innanzitutto bisogna selezionare piattaforme affidabili con buona liquidità e commissioni competitive. È utile avere conti verificati su più exchange per agire rapidamente quando si presenta un’opportunità.
Bisogna poi utilizzare strumenti in grado di mappare istante per istante i prezzi nei vari mercati, evidenziando in tempo reale le eventuali discrepanze.
Infine bisogna sempre tenere una parte dei fondi in diverse valute (ad esempio BTC, ETH, USDT) e distribuire il capitale tra gli exchange per ridurre i tempi di trasferimento.
Molto importante considerare le commissioni di trading, i costi di prelievo e le eventuali tasse sulle transazioni blockchain. Un’opportunità di arbitraggio è come ovvio redditizia solo se il profitto supera questi costi.
Rischi dell’arbitraggio in crypto
Sebbene l’arbitraggio possa sembrare una strategia “senza rischi”, ci sono diverse insidie da tenere a mente.
Volatilità: Il mercato delle criptovalute è estremamente volatile. Una differenza di prezzo può scomparire in pochi secondi. Le operazioni devono quindi seguire la stessa rapidità di aggiornamento dei prezzi, e se possibile anticiparla.
Timing: Le blockchain non sono istantanee. Ad esempio, un trasferimento di Bitcoin può richiedere da 10 minuti a un’ora, a seconda della congestione della rete e delle commissioni pagate. Durante questo periodo, il prezzo potrebbe cambiare.
Costi nascosti: Le commissioni di trading e prelievo possono erodere i profitti, soprattutto se l’opportunità di arbitraggio offre un margine sottile. Quindi è opportuno “lavorare di fino” per ritagliarsi un margine considerevole, che possa anche includere un’eventuale perdita intermedia durante l’esecuzione.
Diversificazione: Tenere fondi su più exchange è infine un’arma a doppio taglio, in quanto aumenta per molti versi la sicurezza “di custodia”, ma può diminuirla nel caso di hacking alla specifica piattaforma alla quale si fa riferimento per le operazioni relative a una certa coppia di asset.
Concorrenza: Con l’aumento della popolarità dell’arbitraggio, molti trader utilizzano bot sofisticati, riducendo la durata e la redditività delle opportunità.
Regolamentazioni: In alcuni Paesi, i profitti derivanti dall’arbitraggio potrebbero essere soggetti a tasse o regolamentazioni specifiche. Bisogna sempre assicurarsi di essere in regola con le leggi locali.
Conclusioni
L’arbitraggio con le criptovalute offre un’interessante opportunità di profitto per chi è disposto a investire tempo, risorse e competenze. Le strategie spaziali e triangolari sono accessibili anche ai principianti, mentre quelle statistiche e di latenza richiedono un approccio più tecnico. Tuttavia, il successo dipende dalla capacità di agire rapidamente, gestire i costi e mitigare i rischi legati alla volatilità e alla tecnologia.
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Tenendo presente tutti i consigli visti in questo articolo, l’arbitraggio può rivelarsi uno strumento interessante per ottenere risultati nel trading, massimizzando i guadagni e riducendo i rischi.
Filippo Albertin