Stablecoin e rivoluzioni monetarie globali

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Stablecoin e rivoluzioni monetarie globali, perché ormai è innegabile: la blockchain “applicata” al mondo fiat money è un fatto non solo di sempre più semplice realizzazione pratica, ma anche diffuso attraverso una vasta gamma di strumenti ormai alla portata di chiunque.

Il 2025 è senza alcun dubbio l’anno della svolta definitiva per le stablecoin, quelle specifiche crypto che vengono “peggate” (ossia supportate da un collaterale fisico o mimato in senso algoritmico) da valute nazionali correnti. Il fenomeno è segnato da una crescita esplosiva e da un consolidamento normativo senza precedenti non solo negli Stati Uniti, ma anche nel resto del mondo, con specifico riferimento anche all’ambito continentale.

In questo articolo andremo a sviscerare le tendenze evolutive del settore delle crypto stabili, sottolineando punto per punto i fattori chiave e le prospettive pratiche di adozione. 

Stablecoin: il 2025 per punti

L’idea di tokenizzare anche le valute fiat è nata immediatamente dopo la creazione dell’ecosistema Ethereum, e si è imposta certamente in modo irresistibile nel campo crypto. Tuttavia l’uso originario prevedeva un sostanziale confinamento nel campo trading, e difficilmente si sarebbe immaginata un’adozione su vasta scala, come appunto verificatosi.

I nodi fondamentali di questa adozione sono esprimibili in questi termini:

Crescita del Mercato: La capitalizzazione totale delle stablecoin è aumentata del 49% nel 2025, passando da 205 miliardi di dollari a gennaio a 306 miliardi a fine novembre.

Il GENIUS Act: Firmato a luglio 2025 dal Presidente Trump, il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act ha creato il primo quadro normativo federale negli USA, fornendo certezza giuridica al settore. (Ne abbiamo a suo tempo parlato in un articolo monografico.)

Licenze Bancarie: Grandi emittenti come Circle (USDC), Ripple e Paxos hanno ottenuto licenze bancarie nazionali provvisorie dall’OCC (Office of the Comptroller of the Currency), segnando l’ingresso ufficiale delle stablecoin nel sistema bancario tradizionale.

Adozione Istituzionale: Giganti come Stripe (supporto in 100+ paesi) e PayPal (espansione di PYUSD su Tron e Avalanche) hanno integrato le stablecoin nei loro flussi di pagamento.

IPO di Circle: Il debutto di Circle (CRCL) al NYSE il 30 giugno è stato un successo tale da causare tre sospensioni per eccesso di rialzo nella prima ora.

Sfide e Rischi: Tether (USDT) ha subito un declassamento da S&P Global a causa della presenza di Bitcoin nelle sue riserve, considerato un fattore di rischio in caso di crolli di mercato.

L’era del dollaro digitale

Se la storia della finanza digitale dovesse identificare un momento di “non ritorno”, quel momento sarebbe senza dubbio l’anno 2025. Per quasi un decennio, le stablecoin sono state considerate, come detto, poco più che un lubrificante tecnico per i trader di criptovalute: un modo rapido per “parcheggiare” il valore durante i periodi di volatilità senza dover tornare al sistema bancario tradizionale. Tuttavia, gli ultimi dodici mesi hanno trasformato questo strumento di nicchia in un pilastro dell’economia globale.

Con una capitalizzazione di mercato che ha sfondato il muro dei 300 miliardi di dollari e l’approvazione di leggi storiche come il GENIUS Act, il 2025 non è stato solo un anno di crescita, ma l’anno della legittimazione. Le stablecoin non sono più “cripto-asset”; sono diventate, a tutti gli effetti, la nuova infrastruttura del dollaro digitale.

Perché è così importante il GENIUS Act?

Il catalizzatore principale di questa rivoluzione è stato di natura politica e legislativa. Per anni, gli emittenti di stablecoin hanno operato in una “zona grigia”, inseguiti da regolatori incerti e minacciati da cause legali. Tutto è cambiato a luglio 2025, quando il Presidente Donald Trump ha firmato il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act, meglio noto come GENIUS Act.

Questa legge ha fatto ciò che nessun’altra era riuscita a fare: ha definito chiaramente cosa sia una stablecoin di pagamento e quali requisiti debba avere un emittente per operare sul suolo americano. Imponendo riserve 1:1 in asset liquidi (contanti e titoli di stato a breve termine) e obblighi di trasparenza mensile, il GENIUS Act ha rimosso l’ombra del dubbio che gravava su asset come USDC. La chiarezza normativa ha aperto le “chiuse” (floodgates) agli investitori istituzionali, che fino a quel momento erano rimasti alla finestra per timore di ripercussioni legali.

Dal fintech alle banche: trasformazione degli emittenti

Uno degli sviluppi più sorprendenti del 2025 è stata la trasformazione degli emittenti di stablecoin in entità bancarie a tutti gli effetti. L’approvazione da parte dell’OCC di licenze bancarie nazionali provvisorie per Circle, Ripple e Paxos rappresenta un terremoto nel sistema finanziario.

Non si tratta solo di una formalità burocratica. Ottenere una licenza bancaria significa che queste aziende possono ora accedere direttamente ai servizi della Federal Reserve, eliminando gli intermediari bancari che spesso hanno rappresentato un collo di bottiglia (o un rischio di controparte).

Circle, in particolare, specialmente in riferimento alla situazione normativa nel mercato europeo, ha coronato questo percorso con una quotazione a Wall Street che resterà negli annali: il 30 giugno 2025, le azioni CRCL sono state scambiate con una frenesia tale da costringere il NYSE a bloccare le contrattazioni per eccesso di volatilità positiva. È stato il segnale definitivo: il mercato azionario crede nel futuro del dollaro programmabile.

L’integrazione nel quotidiano: Stripe, PayPal e i pagamenti globali

Mentre la politica discuteva a Washington, le aziende tecnologiche hanno iniziato a costruire l’uso reale. Stripe, il gigante dei pagamenti, ha riattivato il supporto alle stablecoin in oltre 100 paesi, permettendo alle imprese di accettare pagamenti in USDC e regolarli istantaneamente.

Questo risolve uno dei problemi più antichi della finanza: il regolamento transfrontaliero, che storicamente richiedeva giorni e commissioni elevate, oggi avviene in pochi secondi e a costi irrisori.

Anche PayPal ha giocato un ruolo cruciale, espandendo la sua stablecoin PYUSD su reti ad alte prestazioni come Solana e Avalanche. Vedere un utente comune poter inviare dollari digitali attraverso un’app familiare come PayPal, senza nemmeno sapere che sta utilizzando una blockchain, è la prova che l’adozione di massa è finalmente arrivata.

Tether: leader indiscusso ma sotto osservazione

Nonostante il successo generale del settore, il 2025 ha evidenziato una crescente divergenza tra gli emittenti “regolati” negli USA e i giganti offshore. Tether (USDT) rimane la stablecoin più utilizzata al mondo, ma ha dovuto affrontare nuove sfide reputazionali. S&P Global Ratings ha declassato la stabilità di USDT definendola “debole”, sollevando dubbi sulla composizione delle sue riserve, in particolare per l’uso di Bitcoin come collaterale.

Mentre Circle e Paxos si sono mossi verso la massima trasparenza sotto l’ala del GENIUS Act, Tether continua a navigare in acque internazionali. Questa dicotomia sta creando un mercato a due velocità: un ecosistema regolato e istituzionale dominato dal dollaro digitale americano, e un ecosistema più fluido e globale dominato da USDT, preferito nei mercati emergenti ma guardato con sospetto dalle grandi banche occidentali.

Ruolo cruciale delle blockchain di Layer 2

La crescita del 2025 non sarebbe stata possibile senza l’evoluzione tecnologica delle reti sottostanti. Le soluzioni di “Layer 2” su Ethereum e le reti come Solana hanno ridotto drasticamente le commissioni di transazione.

Inviare 1.000 dollari in stablecoin nel 2022 poteva costare 50 dollari in “gas fees”; nel 2025, grazie ai miglioramenti infrastrutturali, il costo è sceso sotto il centesimo di dollaro. Questa efficienza ha reso le stablecoin competitive non solo con i bonifici bancari, ma persino con le carte di credito e i contanti per le micro-transazioni.

L’impatto geopolitico

Un aspetto spesso trascurato del GENIUS Act e della crescita delle stablecoin è la loro funzione geopolitica. Con l’ascesa delle valute digitali delle banche centrali (CBDC) straniere, come lo yuan digitale cinese, gli Stati Uniti hanno capito che la migliore difesa per l’egemonia del dollaro non è una valuta governativa lenta, ma un ecosistema privato di stablecoin regolamentate.

Le stablecoin permettono al dollaro di penetrare in ogni angolo del web e dei mercati emergenti con una facilità che il sistema SWIFT tradizionale non può eguagliare. Nel 2025, il dollaro non è più solo una banconota o un numero in un database bancario; è un software open-source che chiunque può integrare nella propria applicazione.

Conclusioni

Mentre ci avviamo verso il 2026, la domanda non è più se le stablecoin sopravviveranno, ma quanto diventeranno invisibili. Il successo finale di una tecnologia avviene quando smettiamo di parlarne. Presto, molto presto, un cittadino che invia denaro all’estero o un commerciante che riceve un pagamento non saprà nemmeno di stare usando una “stablecoin su una blockchain”; vedrà semplicemente dei dollari muoversi istantaneamente.

Il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo costruito le fondamenta, scritto le leggi e quotato le aziende. Il risultato è un sistema finanziario più veloce, più equo e profondamente interconnesso. Le chiuse si sono aperte e il flusso dell’innovazione digitale è ormai inarrestabile.

Filippo Albertin

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