Bitcoin in euro: questioni di unità di misura

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Bitcoin in euro. Certo, perché siamo stati abituati a ragionare sempre in dollari, ma probabilmente il vento sta cambiando, e dovremo considerare anche i vantaggi di una quotazione “comunitaria” dell’oro digitale…

L’analisi tecnica è una disciplina che da qualche tempo a questa parte, sulla base delle considerazioni di numerosi esperti di trading che hanno notato ed evidenziato la fattispecie, rivela una struttura più solida per la coppia BTC/EUR rispetto al Dollaro: ormai è un dato che salta all’occhio anche solo da una sommaria analisi comparata dei relativi grafici.

Esiste un’interpretazione di questo fatto? Cosa ci comunica? Possiamo trarre informazioni interessanti ai fini dell’interpretazione delle prossime mosse di Bitcoin? La risposta è indubbiamente affermativa.

Tra inflazione persistente e nuove dinamiche della BCE, ecco perché gli investitori europei devono guardare i livelli chiave in Euro.

Il 2026 si sta aprendo come un anno di transizione fondamentale per il settore delle criptovalute. Mentre il dibattito globale rimane spesso focalizzato sulla quotazione in dollari (BTC/USD, per molti versi un’ovvietà), un’analisi più attenta rivela che il grafico di Bitcoin espresso in Euro (BTC/EUR) sta fornendo segnali tecnici molto più interpretabili, chiari e predittivamente rilevanti.

Nelle ultime sessioni, abbiamo assistito a una divergenza sottile ma cruciale: mentre la coppia in dollari mostrava “rumore” e falsi segnali di rottura, la struttura in Euro ha rispettato i supporti con una precisione molto più spinta. Ma cosa si nasconde dietro questa differenza e quali sono i livelli che decideranno il trend dei prossimi mesi? Lo vediamo in questo articolo, che suggerisce strumenti e atteggiamenti di analisi certamente alternativi rispetto a quelli che solitamente siamo abituati a utilizzare.

Questione di pulizia

Nell’analisi tecnica, la “pulizia” di un grafico si riferisce alla capacità del prezzo di reagire in modo netto a supporti e resistenze prestabiliti, senza generare eccessive nutazioni che letteralmente “sporcano” l’interpretazione. Attualmente, BTC/EUR quota intorno ai 75.820 euro la moneta di Satoshi Nakamoto.

Il dato sorprendente è che, mentre in dollari il prezzo ha temporaneamente violato alcune medie mobili e trendline diagonali, in Euro il supporto di lungo periodo a 72.400 euro ha agito come un pavimento veramente invalicabile. Questa differenza non è casuale: è il risultato della forza relativa dell’Euro nel mercato dei cambi (Forex), che sta filtrando la volatilità intrinseca di Bitcoin.

Quali sono in questo senso i livelli da monitorare con maggiore attenzione? Per chi opera sul mercato, l’attuale fase di compressione della volatilità indica che un movimento esplosivo è alle porte. I livelli da segnare sul grafico sono i seguenti:

1) 78.200 euro, ovvero la prima resistenza di breve termine. Un superamento di questo livello indicherebbe un ritorno dell’interesse speculativo immediato.

2) 79.400 euro, ossia il vero spartiacque. Sopra questa cifra, Bitcoin uscirebbe dalla zona di pericolo per puntare nuovamente ai massimi.

3) 84.230 euro, vale a dire la resistenza di medio termine basata sul ritracciamento di Fibonacci (38,2%) applicato allo storico.

La BCE, macroeconomia e il “Safe Haven” digitale

Per capire in modo più approfondito perché Bitcoin “in unità di misura euro” stia performando in questo modo, dobbiamo guardare a Francoforte. Siamo agli inizi del 2026 e la Banca Centrale Europea si trova a gestire un equilibrio piuttosto labile e precario tra una crescita economica stagnante in alcune aree dell’eurozona e un’inflazione che, sebbene lontana dai picchi pandemici del 2022, fatica comunque a stabilizzarsi al desiderato target del 2%.

L’incertezza sulle mosse della BCE ha spinto molti investitori istituzionali europei a vedere Bitcoin non più come un asset puramente speculativo, ma come una forma veramente operativa di “oro digitale” per diversificare il rischio valutario (una posizione che in realtà noi predichiamo da tempo, e abbiamo espresso in svariati articoli a suffragio delle tesorerie in satoshi). In definitiva, quando l’Euro oscilla contro il Dollaro, Bitcoin diventa un termometro della fiducia nel potere d’acquisto locale.

La struttura tecnica “superiore” di BTC/EUR suggerisce un dato estremamente interessante sul piano interpretativo: l’accumulazione da parte dei portafogli europei si configura come “più ordinata” e meno soggetta al panico rispetto a quella osservata oltreoceano.

Effetto MiCA

Un altro fattore che conferma pienamente la tesi di una maggiore stabilità del mercato europeo è il progressivo e ormai appurato consolidamento del regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets). Entrato da tempo a pieno regime, il MiCA ha dato alle banche e ai broker europei un quadro normativo, per quanto da molti detestato per ovvie ragioni di relativa coercizione e controllo, almeno estremamente chiaro e definito. Questo assetto ha in gran parte scremato gli operatori di settore, mantenendo solo i più ligi alle regole e sicuri per investitori e utenti di ogni estrazione.

A differenza degli Stati Uniti, dove la regolamentazione procede ancora per “sentenze” che rientrano nel diritto attraverso meccanismi congiunturali, tipicamente legati allo schema anglosassone, nonché autentici scontri tra agenzie (SEC vs CFTC), l’Europa gode di una certezza del diritto che favorisce flussi di capitale più costanti.

Questo si riflette sui grafici stessi: meno manipolazione selvaggia, più rispetto dei livelli tecnici. Gli exchange che operano nel vecchio continente hanno visto un incremento della liquidità sulle coppie di crypto ed Euro, riducendo lo slippage e migliorando la precisione dei segnali tecnici descritti in precedenza.

Dal lato analisi On-Chain: chi sta comprando?

I dati on-chain confermano poi un dettaglio estremamente significativo e interessante: la zona tra i 70.000 e i 74.000 euro è diventata un’area di forte accumulazione e concentrazione degli interessi dei grandi player. I cosiddetti “Whales” (appunto, le balene, i grandi detentori) hanno sfruttato la contrazione di novembre per rimpinguare i propri portafogli accaparrandosi l’effetto scontistica dovuto alla flessione.

Un segnale interessante viene inoltre dal Bitcoin Exchange Reserve in Europa: la quantità di BTC depositata sugli exchange regolamentati nell’UE è in costante calo. Questo significa che gli investitori stanno spostando i propri fondi su wallet freddi (cold storage), segnale inequivocabile di una strategia di mantenimento a lungo termine, che riduce l’offerta circolante e prepara il terreno per il prossimo rally.

Psicologia del mercato

Siamo nel gennaio 2026, e Bitcoin sta mostrando una resilienza che molti non si aspettavano. Nonostante un calo dell’8% rispetto ai massimi annuali (comunque dettati da potenti effetti bolla legati per esempio a una certa aggressività dei proclami trumpiani in materia di crypto asset, in primis Bitcoin), il fatto che il prezzo rimanga sopra la soglia psicologica dei 75.000 euro è un segnale di estrema forza.

La psicologia del trader europeo è mediamente più conservativa e conservatrice rispetto ai suoi analoghi statunitensi. Il superamento dei livelli di resistenza menzionati (specialmente i 79.400 euro) innescherebbe la cosiddetta FOMO (Fear Of Missing Out) non solo tra i trader retail, ma anche tra i gestori di fondi comuni che iniziano a inserire piccole percentuali di BTC nei portafogli bilanciati.

Cosa aspettarsi nel medio termine

Il grafico weekly ci dice che siamo in una fase di congestione che dura da circa sette settimane. In termini tecnici, questa è una “bandiera” o un “rettangolo” di consolidamento. Storicamente, più lunga è la fase di congestione, più violenta sarà la rottura (breakout) quando Bitcoin andrà a rompere l’ultimo dato ATH.

Insomma: se Bitcoin riuscirà a riportare gli indicatori sopra la loro media (come accennato per esempio nell’analisi tecnica di un esperto come Alex Lavarello), potremmo assistere a un attacco ai massimi storici fissati a 107.544 euro. In altri termini, il momento giusto per acquistare.

Conclusioni

L’analisi di Bitcoin non può prescindere dalla valuta in cui viene scambiato, che a sua volta rispecchia rapporti geopolitici determinanti ed equilibri monetari necessariamente in gioco nelle dinamiche macroeconomiche che governano anche le criptovalute.

Per l’investitore europeo medio, guardare il grafico BTC/EUR non è solo una questione di banale comodità di calcolo, ma una necessità che si rivela anche significativa sul piano strategico. La precisione tecnica mostrata da questa coppia suggerisce che il mercato comunitario sta finalmente maturando una propria identità, meno dipendente dagli umori di Wall Street e più legata a fondamentali solidi e a una regolamentazione chiara.

I livelli dei citati di 78.200 e 79.400 euro sono i binari su cui viaggerà la narrazione crypto delle prossime settimane. Rimanere concentrati su questi punti di riferimento permetterà di navigare la volatilità senza farsi distrarre dal rumore di fondo dei mercati globali.

Filippo Albertin

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