Tokenized assets e opportunità di investimento

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Tokenized assets e opportunità di investimento in un settore ad alto valore innovativo…

I tokenized assets (o asset tokenizzati) sono beni, sia fisici che digitali, rappresentati sotto forma di token su una blockchain. Questi token sono essenzialmente dei certificati digitali che confermano la proprietà o un diritto su un determinato asset, come immobili, opere d’arte, azioni, obbligazioni, materie prime o anche beni virtuali.

La tokenizzazione sfrutta la tecnologia blockchain, con specifico riferimento agli smart contract applicati sia alla tokenizzazione fungibile (coin, denaro digitale) che a quella non fungibile (certificati unici, NFT, documenti notarizzati, etc…) per rendere questi asset più accessibili, divisibili e trasferibili rispetto ai metodi tradizionali.

In questo articolo andremo ad analizzare tipologie di asset tokenizzati e casi d’uso per individuare le loro caratteristiche salienti, al fine di valutare i motivi per un eventuale investimento.

Tokenized asset: come funziona?

Un asset viene “tokenizzato” dividendo il suo valore in unità più piccole (token), registrate su una blockchain. Ogni token rappresenta una frazione dell’asset sottostante ed è scambiabile in modo sicuro e trasparente grazie alla natura decentralizzata e immutabile della blockchain. Ad esempio, un immobile del valore di 1 milione di euro potrebbe essere suddiviso in 1.000 token da 1.000 euro ciascuno, permettendo a più investitori di acquistarne una parte.

Come detto, un certo tokenized asset può rappresentare o una vera e propria “moneta” che alla base ha un collaterale di qualsivoglia natura (un capitale immobiliare, fondi, oro, etc…), ossia un token fungibile, che noi abbiamo imparato a chiamare criptovaluta, oppure un “pezzo unico” (NFT, appunto Non Fungible Token), che riproduce un gemello digitale della porzione oggettiva di un qualsivoglia oggetto o valore (es. un’opera d’arte).

In entrambi i casi siamo al cospetto di una modalità rivoluzionaria per gestire il mercato potenziale attorno a un qualsivoglia valore, con notevole ritorno in termini di comodità, mobilità, nonché capacità di attirare anche tanti micro-investimenti che in altro modo non sarebbero mai stati coinvolti.

Ci sono diversi motivi per cui gli investitori potrebbero considerare i tokenized assets:

Accessibilità: La tokenizzazione abbassa come abbiamo visto le barriere d’ingresso, in quanto è possibile “frazionare” investimenti altrimenti inaccessibili in sottounità che chiunque può permettersi di valutare. Diventa quindi possibile investire in asset costosi (come immobili o opere d’arte) senza dover acquistare l’intero bene, ma solo una frazione rappresentata da un token. Un meccanismo che favorisce anche i possessori, spesso impossibilitati a monetizzare i propri beni proprio per effetto di vincoli materiali e quantitativi.

Liquidità: Molti asset tradizionali, come l’immobiliare o l’arte, sono per definizione illiquidi, cioè difficili da vendere rapidamente. I tokenized assets possono essere scambiati su piattaforme digitali, aumentando la loro liquidità e permettendone lo scambio rapidissimo.

Trasparenza e sicurezza: La blockchain registra ogni transazione in modo trasparente e immutabile, riducendo il rischio di frodi e semplificando la verifica della proprietà.

Efficienza: Eliminando intermediari (come banche o notai in alcuni casi), le transazioni possono essere più rapide e incredibilmente meno costose. Esistono blockchain che permettono notarizzazioni e scambi con gas fees dell’ordine di pochi centesimi di dollaro.

Mercati globali: I tokenized assets possono essere scambiati su piattaforme accessibili a livello internazionale, aprendo opportunità a investitori di tutto il mondo.

Possibili rischi

Nonostante i vantaggi, ci sono come ovvio anche alcune sfide da considerare, nonché asperità che l’investitore o l’emittente devono essere considerate con estrema attenzione:

Regolamentazione: Il quadro normativo per i tokenized assets è ancora in evoluzione e varia da paese a paese. Oltre a questo, in sede di emissione è chiaro che determinati asset di base devono essere comunque trattati da professionisti designati dal diritto (notai in primis).

Volatilità: Se i token sono legati a criptovalute, il loro valore può fluttuar, specie se assoggettato ad immissione sul mercato (esattamente come potrebbe accadere per un comune titolo borsistico).

Adozione: La tecnologia è relativamente nuova e non ancora ampiamente accettata. Tale aspetto deve essere considerato in ragione di una diversificazione di portafoglio che includa, per esempio, il coinvolgimento di classi d’investitori già avvezzi al digitale e al meccanismo in blockchain.

Casi di successo

Ecco alcuni casi di successo di tokenized assets che dimostrano il potenziale della tokenizzazione in diversi settori:

BlackRock USD Institutional Digital Liquidity Fund (BUIDL): In collaborazione con Securitize il colosso finanziario ha lanciato il fondo BUIDL, un fondo monetario tokenizzato su blockchain (Ethereum) che segue i titoli del Tesoro USA. Nel marzo 2025 BUIDL ha raggiunto 1 miliardo di dollari in asset under management (AUM), diventando il primo fondo monetario tokenizzato a superare questa soglia. Offre rendimenti in dollari USA e ha pagato dividendi mensili, come i 1,7 milioni di dollari distribuiti a giugno 2024. Il progetto dimostra come la tokenizzazione possa rendere i fondi istituzionali più liquidi, efficienti e accessibili, integrandosi con applicazioni DeFi.

St. Regis Aspen Resort (Real Estate Tokenization): Nel 2018 la proprietà di lusso St. Regis Aspen Resort in Colorado è stata parzialmente tokenizzata tramite la piattaforma Elevated Returns e Securitize. Gli investitori potevano acquistare token che rappresentavano una quota della proprietà. L’iniziativa ha raccolto 18 milioni di dollari, aprendo l’investimento immobiliare a un pubblico più ampio grazie alla fractional ownership. Ha inoltre ampiamente dimostrato come la tokenizzazione possa democratizzare l’accesso a beni immobili di alto valore, aumentando la liquidità di un asset tradizionalmente illiquido.

Andy Warhol’s “14 Small Electric Chairs” (Arte Tokenizzata): Sempre nel 2018 la piattaforma Maecenas ha tokenizzato un’opera di Andy Warhol, suddividendola in token che rappresentavano frazioni della proprietà dell’opera. Anche se il progetto ha dovuto affrontare sfide legate alla liquidità, ha venduto il 31,5% dell’opera per circa 1,7 milioni di dollari, dimostrando la possibilità di rendere l’arte accessibile a investitori non milionari.

Tether Gold (XAUT) e PAX Gold (PAXG): Questi sono token backed da oro fisico, dove ogni token rappresenta una quantità specifica di oro custodito in vault sicuri. Nel 2024 il mercato dei token commodity-backed ha superato 1 miliardo di dollari di capitalizzazione, con Tether Gold e PAX Gold che rappresentano l’83% di questo segmento. Offrono un modo semplice e trasparente per investire in oro senza possederlo fisicamente, combinando i vantaggi delle criptovalute con la stabilità delle materie prime.

Agrotoken (Tokenizzazione di Raccolti Agricoli): Agrotoken consente agli agricoltori di tokenizzare i loro raccolti (es. grano, soia) e usarli come asset digitali per scambi, prestiti o garanzie. Nato in Argentina, il progetto ha permesso agli agricoltori di ottenere liquidità immediata dai loro beni, integrandosi con exchange digitali e migliorando l’accesso al credito.

Token Bitcoin Hash Power (BHP): Veniamo infine a parlare di un progetto targato proprio CryptoSmart, l’exchange 100% italiano! Si tratta di un token su base Ethereum che parcellizza la potenza di calcolo di machine computazionali in aree strategiche del pianeta, per la produzione di nuovi BTC attraverso mining che sfrutta condizioni energetiche favorevoli e fonti rinnovabili. Chiunque, acquistando e detenendo in piattaforma BHP, può entrare nel business del mining in modo facile e diretto, senza dover spendere fortune in machinari sempre più costosi e sofisticati, oggi appannaggio della sola grande industria specializzata. Davvero un’ottima opportunità!

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Conclusioni

In sintesi, investire in tokenized assets può essere un modo innovativo per diversificare il proprio portafoglio e accedere a mercati prima riservati a pochi, ma richiede una buona comprensione della tecnologia blockchain e un’analisi attenta dei rischi. Una volta prese in considerazione tutte queste variabili, tale tecnologia può veramente risolvere problemi e aprire opportunità prima di oggi impossibili.

Filippo Albertin

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