Il Ministero di Economia e Finanze ha pubblicato oggi il tasso minimo garantito per il BTP Italia Sì, il cui collocamento prende il via da lunedì 15 giugno e si concluderà venerdì 19, salvo la possibile chiusura anticipata. E’ stato fissato all’1,60% lordo annuo e al termine dell’operazione potrà essere confermato o rivisto al rialzo. La decisione dipenderà dalle condizioni di mercato per allora. Potranno sottoscrivere il titolo solamente gli investitori retail o individuali, cioè quelle che in gergo giornalistico definiamo anche famiglie. Non ci sarà alcuna sessione riservata agli investitori istituzionali (banche, fondi, assicurazioni, ecc.), contrariamente a quanto accade con le emissioni dei BTP Italia ordinari.
BTP Italia Sì: cedola e premio fedeltà
Cos’è il BTP Italia Sì? Un nuovo bond indicizzato del Tesoro e la cui cedola, pagata con cadenza semestrale, sarà agganciata al tasso d’inflazione italiana. Ai sottoscrittori che avranno mantenuto il titolo in portafoglio fino alla scadenza del 23 giugno 2031 (durata di 5 anni) sarà riconosciuto un premio fedeltà dello 0,6%, cioè di 6 euro lordi (5,25 euro netti) per ogni 1.000 euro di capitale nominale. Per loro il codice ISIN sarà sempre IT0005713539, mentre per i titoli scambiato sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana sarà reso noto il codice ISIN ordinario.
Come si determina la cedola semestrale? In modo più semplice rispetto a quanto previsto per il BTP Italia ordinario. Basterà sommare il tasso minimo garantito, ovviamente dimezzato rispetto alla sua misura annuale, all’inflazione del semestre come rilevata dall’indice FOI ex tabacchi. Si tratta dell’indice ISTAT per le Famiglie di Operai e Impiegati, il cui paniere esclude i prodotti da tabacco. Le sue variazioni percentuali nel periodo capteranno l’incremento dei prezzi al consumo, cioè la perdita del potere di acquisto. Se fossero nulle o negative, il Tesoro riconoscerebbe all’obbligazionista il solo tasso minimo (0,80% lordo). Ai pagamenti successivi, contrariamente a quanto accade con i BTP Italia ordinari, non ci sarebbe alcun recupero della differenza. Dunque, il capitale risulta preservato anche in caso di deflazione.
Riepilogando:
- Tasso minimo garantito: 1,60%
- Cedola semestrale: 0,80% + inflazione semestrale come da indice FOI ex tabacchi
- Premio fedeltà: 0,60%
- Scadenza: 23 giugno 2031
- Lotto minimo: 1.000 euro
- Codice ISIN per il collocamento: IT0005713539
- Imposta sul rendimento: 12,50%
- Negoziazione: Mercato Obbligazionario Telematico di Borsa Italiana
Prenotazioni in banca/posta o online
Le prenotazioni del BTP Italia Sì potranno avvenire presso la filale bancaria o postale in cui l’investitore ha aperto il conto deposito titoli, che è necessario per acquistare asset di natura finanziaria. Se possiede un conto corrente online abilitato all’home banking, può accedervi senza muoversi da casa. Il lotto minimo acquistabile è di 1.000 euro e si potrà prenotare un importo di tale entità o un suo multiplo senza limitazioni. Infatti, il collocamento avviene secondo la cosiddetta tecnica a rubinetto, nel senso che il Tesoro accetta qualunque quantitativo sottoscritto.
Benefici fiscali
Sul piano fiscale il BTP Italia Sì presenta diversi benefici e alla stregua delle altre emissioni del Tesoro. I suoi rendimenti sono soggetti all’aliquota del 12,50%, meno della metà del 26% imposto sui rendimenti delle obbligazioni societarie. Intendiamo cedole e plusvalenze nel caso di rivendita a terzi. I titoli sono esclusi dall’imposta di successione e anche dal calcolo dell’ISEE fino all’importo di 50.000 euro. In esso sono inclusi tutti gli altri investimenti ancora attivi in titoli di stato e Buoni fruttiferi postali. La specificità di questa emissione, similmente alle altre rivolte al mercato retail, è l’assenza di commissioni da versare alle banche in fase di sottoscrizione. Ci penserà lo stato al posto dell’investitore. Non è un risparmio indifferente per cifre medio-alte.
Protezione dall’inflazione
A cosa serve il BTP Italia Sì? A proteggere il capitale dall’erosione dell’inflazione, una tassa occulta che riduce in silenzio il nostro potere di acquisto. Non ci facciamo neppure caso, specialmente quando i prezzi al consumo salgono a ritmi poco veloci, eppure il nostro capitale nel tempo vale sempre meno. Ecco un esempio di quanto valgano 10.000 euro negli anni rispetto ad oggi, ipotizzando un tasso medio d’inflazione del 2%:
- 1 anno: 9.803,92 euro
- 2 anni: 9.611,69 euro
- 5 anni: 9.057,31 euro
- 10 anni: 8.203,48 euro
- 30 anni: 5.520,71 euro
Questo è solo un esempio neanche estremo per capire l’evoluzione del capitale in termini reali. Negli anni passati, l’inflazione italiana è arrivata persino al 12% a causa della crisi energetica provocata dalla guerra tra Russia e Ucraina. L’ultimo dato di maggio la segnala in rialzo al 3,3%, ai massimi dal settembre del 2023 e in accelerazione sempre a causa del caro energia, questa volta per effetto della guerra tra USA e Iran. Sebbene sembri che il conflitto stia effettivamente giungendo alla conclusione e i prezzi di petrolio e gas stanno ripiegando di conseguenza, il caso è l’ulteriore dimostrazione che il rischio inflazione sia sempre dietro l’angolo.

Rischi specifici del bond indicizzato
Un bond indicizzato come il BTP Italia Sì, però, presenta un rischio specifico ulteriore rispetto a quelli ordinari insiti in qualsiasi investimento obbligazionario. Esso è una scommessa sull’andamento futuro dell’inflazione italiana. Se questa si rivelasse inferiore alle attuali previsioni, l’investitore riceverebbe in pagamento un rendimento complessivo più basso di quanto percepirebbe acquistando oggi un BTP con scadenza sempre nel 2031 e con cedola fissa. Quest’ultimo offre un rendimento di circa il 3,20% contro l’1,60% minimo garantito dal bond indicizzato, esattamente il doppio. Questo significa che per noi il punto di equilibrio o “breakeven” sarà raggiunto con un’inflazione media quinquennale dell’1,60%. Sotto questo livello, avremmo fatto meglio a comprare il titolo con cedola fissa. Sopra, avremmo fatto bene a puntare sull’indicizzato.
Il mercato sconta allo stato attuale un’inflazione attesa per l’Italia nel medio-lungo periodo intorno al 2%. In pratica, il tasso minimo fissato dal Tesoro appare un po’ generoso e forse è stato proprio per invogliare le sottoscrizioni. Se avesse compiuto un ragionamento puramente di mercato, sarebbe stato sufficiente fissare tale tasso intorno a 1,20-1,30%. In buona sostanza, il BTP Italia Sì offrirebbe in partenza un “premio”, che andrebbe a sommarsi a quello pagato alla scadenza ai soli sottoscrittori cassettisti. Non sarà necessario, come anticipato, mantenere il titolo in portafoglio fino alla fine. Lo si potrà rivendere già un giorno dopo il collocamento sul Mercato Obbligazionario Telematico di Borsa Italiana ai prezzi che di volta in volta si formeranno dall’incontro tra domanda e offerta.
BTP Italia Sì: sottoscrizioni senza eccessi
Stando ai collocamenti retail dal 2012 in avanti, in media l’investimento in questi bond si aggira intorno ai 30.000 euro o poco più. Non esiste un importo corretto da investire per una famiglia. Il consiglio è sempre di evitare un’eccessiva concentrazione per asset class, emittente e tipologia. Un’assicurazione contro l’inflazione è sempre la benvenuta in qualsiasi strategia d’investimento, a patto di non eccedere. C’è il rischio di proteggere il capitale dalla perdita del potere di acquisto, ma di perdere rendimenti più congrui offerti dal mercato tramite le obbligazioni con cedole fisse.