Prende il via lunedì 19 ottobre il collocamento del Tesoro per l’emissione del BTP Valore “doppio”, il nuovo bond dedicato al mercato retail. L’operazione si terrà tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 17.30 fino a venerdì 23 alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Le sottoscrizioni potranno partire da un lotto minimo di 1.000 euro ed essere incrementate di un multiplo di tale cifra (2.000, 5.000, 8.000, 30.000, 50.000, ecc.). Gli ordini saranno sempre soddisfatti integralmente. Ci sono alcune differenze con le emissioni precedenti. Infatti, questa volta l’offerta riguarda due tranche della durata di 5 anni e con scadenza in data 27 ottobre 2031, da cui la denominazione del bond.
BTP Valore doppio: tranche ordinaria
E oggi sono state rese note le condizioni di entrambe. C’è una prima tranche, che è stata definita BTP Valore, che come le precedenti offre cedole crescenti (“step-up”) secondo uno schema 2+2+1 e corrisposte con cadenza trimestrale (ISIN: IT0005735201). Nel dettaglio, ecco i tassi di interesse offerti:
- 3,70% lordo annuo per i primi 2 anni;
- 4,10% lordo annuo per il terzo e quarto anno;
- 4,70% lordo annuo per il quinto anno.
Non è previsto alcun premio fedeltà, come vedremo neppure per la seconda tranche. Si trattava di un rendimento extra che il Tesoro riconosceva ai sottoscrittori cosiddetti “cassettisti”, ossia che mantenevano il titolo in portafoglio fino alla scadenza. Sulla base dei dati sopra indicati, scopriamo che il tasso medio annuo del BTP Valore “ordinario” è del 4,06% all’anno. Al netto dell’imposta del 12,50%, diventa il 3,55%. Un leggero premio rispetto al rendimento di mercato per i bond del Tesoro classici negoziati sul secondario e che per la scadenza a 5 anni chiudeva ieri al 3,90% lordo.
BTP Valore Insieme: novità cedola unica
La seconda tranche del BTP Valore doppio è denominata ufficialmente BTP Valore Insieme (ISIN: IT0005735227). Trattasi di un inedito per le nostre emissioni sovrane, in quanto il Tesoro pagherà un’unica cedola alla scadenza dei 5 anni. Essa sarà pari al 22,25% lordo, un po’ superiore alla somma delle cedole trimestrali (20,3%) che l’investitore incasserebbe con l’altra tranche. Tuttavia, facendo un calcolo con l’interesse composto, come si addice in assenza di pagamenti annuali, otteniamo un risultato quasi identico sul piano finanziario. L’investitore riceverà qualcosa come ricompensa per avere atteso di più per avere il suo rendimento.
Un singolo individuo può decidere di sottoscrivere entrambe le tranche. Fatto salvo che dispone di questa facoltà, la duplice tranche sorge per soddisfare le esigenze di due classi differenti di investitori retail. Coloro che puntano sul BTp Valore ordinario, hanno come obiettivo di incassare le cedole, ossia un flusso costante di reddito da integrare alle proprie entrate. Stiamo parlando degli investitori classici, i quali probabilmente incideranno sul totale delle sottoscrizioni per non meno dei tre quarti. La cedola unica, invece, si addice a coloro che non hanno l’esigenza di incassare un flusso di reddito durante il periodo dell’investimento e che puntano, invece, a fare fruttare il capitale.
Logica del tasso composto
In che senso? Spieghiamo meglio. Abbiamo detto che il BTp Valore Insieme offre un rendimento con il tasso composto, cioè calcolando gli interessi sugli interessi già maturati. Nella vita di tutti i giorni, tale calcolo non corrisponde alla verità dei fatti per il mercato retail. Esso presume, infatti, che l’obbligazionista reinvesta immediatamente e allo stesso tasso le cedole incassate. Non è quasi mai così e, in ogni caso, le condizioni di mercato mutano, per cui può risultare impossibile reinvestire agli stessi tassi cedolari. Acquistando una tranche del BTP Valore Insieme, l’obbligazionista scarica sullo stato tale incombenza, cioè lascia che sia l’emittente a fargli fruttare il capitale come se ne stesse reinvestendo gli interessi.
Sembra una logica difficile da fare capire a chi è poco avvezzo con gli investimenti e i concetti di natura finanziaria. Non a caso, le aspettative sono per un successo dell’emissione trainato dalla tranche ordinaria. Come sempre, le sottoscrizioni potranno avvenire accedendo al conto corrente online, se munito delle funzioni di home banking. In alternativa, ci si può recare fisicamente presso la filiale bancaria o postale in cui si possiede il conto deposito titoli. Nei giorni del collocamento, garantiti fino a mercoledì alle ore 17.30, gli ordini non prevedono il pagamento delle commissioni bancarie, che saranno a carico dello stato.
Rendimento reale atteso positivo
Il responsabile del Tesoro, Davide Iacoponi, ha dichiarato nel corso di un’intervista rilasciata in settimana al Sole 24 Ore che si aspetta un successo in linea o superiore al collocamento precedente. Il riferimento è all’emissione del BTP Valore nel marzo scorso, che ebbe ad oggetto una scadenza a 6 anni e attirò ordini per 16,22 miliardi di euro. Ricordiamo che i tassi annunciati oggi sono quelli “minimi garantiti” e che potranno essere confermati o rivisti al rialzo al termine del collocamento sulla base delle condizioni di mercato. L’inflazione attesa nel prossimo quinquennio risulta in media ben inferiore al 3,55-3,60% offerto dalla doppia tranche al netto dell’imposta. In teoria, ciò garantirebbe all’investitore un margine per evitare di accusare perdite in termini reali. Riuscirebbe così a proteggere il capitale dall’erosione del potere di acquisto, sebbene le previsioni di per sé non siano affatto certezze.
BTP Valore doppio: codici ISIN definitivi
Un’altra differenza rispetto alle precedenti emissioni riguarda i due distinti codici ISIN oggi resi noti. In presenza del premio fedeltà, tali codici erano doppi: uno per i sottoscrittori e un secondo per le negoziazioni sul Mercato Obbligazionario Telematico di Borsa Italiana. Tale complicazione derivava dalla necessità di individuare alla scadenza i titoli a cui spettasse il pagamento del premio da tutti gli altri. In questa occasione, tale differenza non esiste per il semplice fatto che il Tesoro non farà distinzione tra investitore cassettista e gli altri.
E cosa capita a chi rivende il BTP Valore Insieme prima della scadenza? Sappiamo che la cedola sarà pagata solamente al termine dei 5 anni, per cui rivendendo si perdono gli interessi maturati? Assolutamente no. Chi vende, come sempre accade per ogni obbligazione, avrà diritto a farsi pagare dall’acquirente sia il prezzo di mercato relativo al capitale e sia il rateo (attivo) per il periodo di possesso. Ad esempio, se decidesse di vendere dopo 3 anni esatti dall’emissione, riceverebbe in pagamento i 3/5 della maxi-cedola del 22,5%, ossia il 13,5%. Ricordiamo, infine, che gli investimenti nel BTP Valore doppio garantiscono l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE fino a 50.000 euro, inclusi tutti gli altri titoli di stato italiani e i Buoni fruttiferi postali detenuti.